ANGRI AL VOTO 2026 - IL GIUDIZIO SOSPESO TRA L’INDAGINE DELL’ANTIMAFIA PER I FATTI DEL 2020 E IL SILENZIO GENTILE DEI CANDIDATI.

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Ci sono verità difficili da accettare. La frequentazione, l’affetto e le suggestioni giustificano e ingannano. Salvatore Catalano è fratello di Agostino , caposcorta di Borsellino . Vive a Campobello di Mazara. È stato vicino di casa di Matteo Messina Denaro , esecutore e mandante della strage di via D’Amelio. Per Salvatore , era il medico in pensione che abitava sopra il negozio di casalinghi dove si rifornisce lui. Poi ha saputo. Non lo avrebbe mai immaginato. Come molti altri. Matteo si presentava con generalità fasulle. La più nota è Andrea Bonafede . Chi lo conosceva così, lo riteneva una persona brava, di buone maniere. Era gentile e premuroso con i malati oncologici della clinica La Maddalena; sensibile e romantico con le compagne; interessato ai diari di Alda Merini . Il 23 maggio 2022, in una chat di gruppo, impreca contro la commemorazione “ di sta minchia ” della strage di Capaci. Una caduta di stile, rivelatrice della reale natura dell’essere. I destinatari del vocale cond...

A D10S - IN MEMORIA DI DIEGO ARMANDO MARADONA

La mano di Dio ha tirato a sé El Pibe de oro. Diego se ne è andato. Portando via il pallone. La partita è finita. All’improvviso. Come quelle giocate in cortile, interrotte dai nomi dei ragazzini richiamati dai genitori sul fare della sera.

Il cuore lo ha abbandonato. Non ce l’ha fatta a stargli dietro. I nostri lo inseguono. Mentre si allontana con la maglia azzurra, lo sguardo al cielo, il numero 10 e il pallone tra i riccioli neri. Come la prima volta. Oltre, anche il possibile.

Gli occhi da bambino mite si illuminavano nella gioia dell’altro. Fuori e dentro il terreno di gioco. Nei vicoli e sotto i riflettori, sui campi di periferia e accanto ai giusti, per gli ultimi dell’America latina. Con Francischito e Fidel.

Ha conquistato Napoli e per i napoletani, l’Italia. Con il rosso nel cuore, non sulla camicia. Ha unito uomini e terre. Più di Garibaldi. Come solo la televisione prima di lui. Ha insegnato la lingua del calcio, con il silenzio della magia.

Le ciglia nere e folte ne segnavano il viso, curve, come il mare grosso coprivano storie e segreti, sogni e aspirazioni, sue e di chi credeva in lui, con la dirompente, incontrollabile e devastante forza purificatrice dei fenomeni naturali.

Non ci ha lasciati. Ci sarà: nelle acrobazie del campione del momento, nei commenti, nei paragoni, nei pugni chiusi contro il sistema. Per sempre. Con le sue tinte forti. In un presente colorato, giorno dopo giorno, dai ricordi di ciascuno.

Ci sarà, oltre la memoria, nella celebrazione perpetua e quotidiana dello straordinario e unico. Al pari degli artisti che con le loro opere si sono consegnati alla perfezione universale. Stringendo, insieme, l’indice di Dio e degli uomini.

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