Angri. TRA I DIPENDENTI COMUNALI C’È CHI FA I SALTI MORTALI PER GARANTIRE I SERVIZI. MENTRE GLI AMMINISTRATORI SI AZZUFFANO

La storia di Alfonso Toscano, l’uomo delle soluzioni. Tra pensionamenti, mancata programmazione delle sostituzioni e carenza di personale, si è caricato sulle spalle la macchina comunale, per non lasciarla cadere nel vuoto della politica.

Chi fa da sé fa per tre. Anche al Comune di Angri. A prescindere dal profilo e dalle mansioni. Alfonso Toscano se ne è fatto una ragione: ha aperto la porta dell’ufficio messi, chiusa dal 14 gennaio. Senza indugiare, ha lasciato la poltrona di caposettore e si è accomodato alla postazione di Cosimo Rispoli, per aggiornare l’albo pretorio on line e rimettere in moto la macchina comunale. Il 3 febbraio, dopo venti giorni trascorsi alla ricerca di un collega libero, bendisposto.  

Il responsabile delle Unità Operative Complesse Affari generali, Demografici, Fiscalità locale, Servizi Sociali, Servizi Scolastici, Personale, Sport, Cultura e Spettacolo ha riposto giacca e cravatta, smaltendo il lavoro arretrato. In soli tre giorni, ha esposto nella vetrina telematica 70 determinazioni, 14 ordinanze dirigenziali e 11 pubblicazioni di matrimonio. Nulla a che fare con le dodici fatiche di Ercole: si è solo rimboccato le maniche, per far fronte all’emergenza.

Con un bagaglio di responsabilità e incombenze che non ha pari, in piena pandemia, si è arreso all’evidenza: facendo gli scongiuri di rito, se venisse a mancare l’unico messo non ancora pensionato, comunque pieno di acciacchi, non sarebbe possibile sostituirlo tempestivamente con una unità in grado di gestire l’ufficio. Non che manchino i dipendenti. Ma gran parte sono a fine carriera ed esausti. Le poche reclute, più fresche e motivate, sono state assegnate ad altri settori.

Toscano ha le spalle larghe e lo spessore per reggere pochi altri giorni. Ma non gli si possono chiedere miracoli: nonostante la buona volontà e lo spirito di sacrificio non può essere ovunque. Occorre tutelarlo, per consentirgli di lavorare con la serenità necessaria agli incarichi assegnatigli. Passione, professionalità e pazienza non gli mancano. Gli servono collaboratori e interlocutori che lo ascoltino. A partire dall’assessore al Personale: l’avvocato Manzo Bonaventura.

La politica deve fare la sua parte. Nell’interesse del paese, non per evitare che Toscano si stressi o sudi sette camicie facendo le scale per correre da una stanza all’altra. La curva del contagio è in risalita, la comunicazione con i dirigenti scolastici è tanto sobria da essere percepita come sgradevole, il via vai di assistenti sociali non consente la programmazione della rilevazione ed elaborazione delle criticità, la Corte dei Conti non gradisce i ritardi negli incassi.

Toscano ha più assessori cui rendere conto che dipendenti a disposizione. Per i Servizi Sociali e le Politiche giovanili risponde a Maria D’Aniello, per il Personale a Manzo, per lo Sport, la Cultura e lo Spettacolo a Francesco Ferraioli, per i Servizi Scolastici al sindaco, il quale lascia che se ne occupi il consigliere Alberto Barba, per l’informazione e la Comunicazione a Malafronte. Poi, deve ascoltare gli altri, per la Segreteria, l’Archivio, il Protocollo e le Entrate.

C’è chi ha mandato tutti al diavolo per molto meno. Ma lui ha deciso di immolarsi. Mettendoci faccia e braccia. E rimettendoci in pace e tranquillità: condizioni che non hanno prezzo. Anche se è da escludere che possa durare a lungo. Nonostante la mole. Toscano risolve problemi. Da sempre. Come mr. Winston Wolf in Pulp Fiction. Interviene se chiamato. E solo quando è necessario agire subito e con discrezione. Rimedia ai disastri, cancellando i pasticci. Con stile e carattere.


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